Tons of steel

This project was born from a random exploration of Google Maps. Wandering around the world I noticed the presence of these large parking lots. As a challenge, I tried to count them without success. We less frequently consider how much space cars take up in world’s cities. There’s the space the cars themselves occupy. The average car, two hulking tons of steel, is 80 percent empty when it’s being driven by a single person. And most of the day, cars are totally empty, sitting unused. That, of course, requires space for parking. Plus, there are all the paved roads crisscrossing our cities. Add it up, and many downtowns devote 50 to 60 percent of their scarce real estate to vehicles. It all seems rather inefficient and wasteful. If cities could reclaim even a fraction of this land from vehicles, they could build more housing, or stores, or parks, or plazas. This project was created through the use of Google Maps, I assembled screenshots of the 3d maps.

Questo progetto è nato da un’esplorazione casuale su Google Maps. Girovagando per il mondo ho notato la presenza di questi enormi parcheggi. Spesso non viene preso in considerazione lo spazio fisico occupato dalle auto e quanto di questo spazio viene “rubato” alle nostre città. In media le automobili, 2 tonnellate di acciaio, per l’80% del tempo rimangono vuote o al massimo utilizzate da una singola persona. Per la maggior parte della giornata sono totalmente inutilizzate. Tra strade e parcheggi le automobili divorano enormi quantità di spazio, molti centri cittadini dedicano dal 50 al 60 percento dei loro spazi per il parcheggio. Questo rende l’auto come uno dei mezzi privati  più inefficiente e dispendiosi. Se le città potessero recuperare anche solo una parte di questa terra dai veicoli, potrebbero costruire: più alloggi, più parchi o piazze, restituendo qualcosa alla comunità. Il problema dello spazio si lega inevitabilmente ad una società dai consumi fuori controllo, che fatica a rinunciare ad una “comodità egoistica” per un bene collettivo. Il progetto è stato realizzato attraverso l’uso di Google Maps, assemblando vari screenshot di mappe 3d, la decisione non è casuale. Ho scelto di usare Google Maps per accentuare maggiormente questo fenomeno di massa, essendo Maps uno strumento di massa.